‘Fino all’osso’ – L’anoressia negli occhi: degli altri

Si chiama ‘Fino all’osso’ ed è l”ultimo film uscito in cui si tratta l’argomento Disturbi Alimentari. In particolar modo – e non è una novità – si parla di anoressia.

Uscito il 14 luglio su Netflix, ha raccolto polemiche ancor prima della sua messa in onda; come già capitato in altre circostanze televisive, ‘To the bone’ (titolo originale) ha portato l’attenzione sulla parte fisica della patologia, tralasciando tutti i cambiamenti sociali e psicologici che essa apporta nella vita di una persona che ne è affetta. Depressione, isolamento, ossessioni, manie: tutto dimenticato, come se l’anoressia fosse un corpo magro in cui è incastonata una mente che gioca a contar le calorie come col pallottoliere.

Ancora una volta, dunque, ci si approccia al tema dei Disturbi Alimentari con superficialità, soffermandosi all’aspetto meramente estetico di quella che, ricordiamolo, è una vera e propria malattia. Tramutando una patologia in una commercializzazione.

Uno dei messaggi che è più pericoloso far arrivare è proprio quello che il Disturbo Alimentare sia esclusivamente nel corpo; eppure, si parla ancora di anoressia credendo che la soluzione sarebbe nel cambiare le taglie delle modelle in passerella (che poi, a ben vedere, le modelle appartengono a un mondo di élite nemmeno così tanto pubblicizzato).

Attorno ai Disturbi Alimentari gira ancora troppa ignoranza. Non dimentichiamoci la storia di Francesca, morta perché la sua anoressia non era stata curata. Motivazione? Non era troppo magra per essere accettata in ricovero. Possibile che siamo solo corpi? Possibile che nel 2017 ancora non siamo capaci di dare la stessa importanza che diamo al corpo anche alla mente? Mens sana in corpore sano è una frase che appartiene al primo secolo dopo Cristo e ancora non l’abbiamo imparato?

La società, sui Disturbi Alimentari, è ancora troppo superficiale. Fateci caso: si parla di anoressia e di obesità ma pochissimo di bulimia. Questo perché l’anoressia e l’obesità ‘si vedono’, sono palesi.

È facile per la gente dire frasi come: ‘Non mangia perché vuole fare la modella/ è una fissata’; ‘È obesa perché è pigra/ hai solo da fare dieta e sport’. Ma a queste persone che hanno tutti questi giudizi provate a chiedere la motivazione di una bulimica, in genere normopeso, sul perché dovrebbe abbuffarsi e vomitare 3, 4, 5 volte al giorno. Non avranno risposta. Perché la bulimia ha raramente palesi risvolti fisici e questo mette in crisi chi ancora crede che il Disturbo Alimentare sia solo una mera questione corporale. La parte incomprensibile, quella mentale, la dimenticano perché troppo difficile da capire.

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